Gigio e Fede, cosa aspettate a rinnovare?

Non diteci che è solo un gioco. Non vi crederemmo. Per noi che abbiamo passato intere giornate a correre dietro a un pallone, per noi che abbiamo consumato le maniche di felpe e giubbotti dopo averli usati come pali di una porta immaginaria, per noi che abbiamo costretto le piastrine a lavoro triplo per rimarginare le sbucciature sulle ginocchia, per noi che per anni abbiamo mangiato pasta fredda per cena ignorando le urla dalla finestra di nostra madre. “Gigioooo, è pronto!”, si sgolava mamma Marinella. Donnarumma è anche questo. Un ragazzo come tanti, come noi. Anzi no. Lui ha esaudito il sogno più grande di tutti noi. Quello che dici a bassa voce, perché neanche l’innocenza dell’età ti porta a chiedere così tanto. Fare il calciatore, sentire lo speaker annunciare il tuo nome e lo stadio rispondere con un grido assordante il tuo cognome. Chi non lo ha simulato almeno una volta? “Con il numero 99, il nostro portiere, il nostro orgoglio: Gianluigi… Donnarumma!!!”. Se poi quello stadio si chiama San Siro, se tifi Milan e sei cresciuto in quella squadra, allora tu hai tutto. Tutto per essere felice e ringraziare la vita per quello che ti ha dato.



Gigio e Federico. Donnarumma e Bernardeschi. Storie simili, stessi ostacoli da superare. Entrambi stanno trattando il rinnovo con le società per le quali fanno il tifo fin da piccoli e nelle quali sono cresciuti e si sono affacciati al grande calcio. Milan e Fiorentina hanno regalato un sogno a questi due ragazzi, Donnarumma e Bernardeschi hanno meritato un ruolo da leader in queste due squadre. Ne sono i simboli e le opere d’arte da mostrare con orgoglio in vetrina. Guardare ma non toccare. Non adesso almeno. Le offerte economiche presentate (5 mln per Gigio, 2,5 mln per Fede) sono assolutamente in linea con il mercato e congrue al valore dei due talenti. Cosa aspettano allora? Noi non lo capiamo, non lo vogliamo capire e non siamo disposti a giustificare una scelta diversa dal rinnovo di contratto. Rinnovate e godetevi quello che di unico la vita vi ha riservato. Basta ridicole strategie, basta umilianti ripicche. Di mezzo ci sono amore, storia, cultura. Il calcio non è solo un gioco, ma non è neanche solo un lavoro.

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