Grazie di tutto Riccardo Cucchi

Avevo ventidue anni e stavo concludendo la mia tesi all’Università di Pavia. Avevo preparato un lavoro sulla storia dello sport in radio e in televisione. Affrontando il primo dei due mezzi di comunicazione, non potei non parlare ovviamente di "Tutto il calcio minuto per minuto", la storica trasmissione che per ogni domenica aveva cambiato il modo di intendere il calcio nel nostro paese. Ne parlai con un mito della radio italiana: Alfredo Provenzali. Uno dei mestri e delle voci guida più belle della storia della radio italiana. Alfredo conosceva bene i segreti di quella trasmissione essendone stato il conduttore per parecchi anni.

“Il nostro è un modo di raccontare il calcio non urlato, ma che al tempo stesso con ritmo deve dare la sensazione a chi sta ascoltando di guardare la partita.”


Ecco, in quella frase c’era il senso del racconto del calcio alla radio. Il modo più affascinante di raccontare una partita di pallone. Ieri un altro big di Tutto il calcio ha lasciato. Per Riccardo Cucchi è arrivato il momento di andare in pensione. L’ultimo suo racconto è stato di Inter - Empoli. Non di certo la partita più bella o memorabile che abbia mai raccontanto, ma vissuta come sempre con passione e intensità.

Già, perchè puoi trovarti a raccontare la finale della Coppa del Mondo o una finale di Champions, ma se ti trovi un giorno a raccontare una partita in un campetto di provincia ci devi mettere la stessa passione.

E’ l’insegnamento che ci hanno lasciato e che ci lasciano i maestri della radio. Gente vera, della quale spesso non conosci il volto, ma che con la loro voce hanno accompagnato e accompagnano migliaia di sportivi nei loro pomeriggi domenicali.

Ieri per Riccardo Cucchi è stata l’ultima. E nel racconto del gol di Eder o di quello di Candreva c’è stata la stessa passione del racconto per esempio del gol di Milito in finale contro il Bayern Monaco. La gente di certe cose se ne accorge. Allora ecco la Curva Nord dell’Inter tributargli un lungo striscione.

Grazie Riccardo, grazie per averci fatto vivere una serie emozioni con la tua voce. Emozioni mentre viaggiavamo il sabato e la domenica, seduti nella nostra auto e ancor prima in quella di mamma e papà. Buona vita Riccardo, l’uomo che ci ha saputo raccontare con la sua voce il più brutto dei gol come quello più importante.

Grazie per averci insegnato a raccontare il calcio con imparzialità e classe

Grazie di tutto Riccardo Cucchi

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