Le "Otto Vedove" senza marito e obiettivi...

Il campionato che non conta più. Siamo a febbraio. All’inizio di febbraio, ma è già da un mese che per dieci squadre che il campionato di Serie A non conta più niente. Non ci sono obiettivi e il risultato è la settimana horribilis del Bologna, che ieri ha perso 0-1 in casa con un Milan ridotto in nove. C’è da spellarsi le mani per i rossoneri, certo, che hanno fatto l’impresa. Bravissimi. Ma la figuraccia di un Bologna in campo quantomeno senza mordente c’è. Allora si aprono dubbi e riflessioni sul campionato senza senso su e di altre dieci sorelle.


Follia - Fossi un tifoso del Bologna sarei quantomeno sbigottito. La tua squadra ha due uomini in più dal sessantaduesimo, con un Milan scellerato che ti ha regalato un doppio vantaggio numerico. Il problema, è che tu pensi bene di regalare un gol con Delofeu solo contro sei. Per carità, lo spagnolo è stato bravissimo, si è costruito da solo la più insperata delle chance. Dribling e palla in mezzo per Pasalic, lasciato solo a da due passi dalla porta. Gol e impresa del Milan. Qualcosa di storico. Qualcosa che va festeggiato. In casa Bologna però è la seconda mazzata di una settimana orribile. Quella in cui i ragazzi di Donadoni ne hanno prese sette in casa dal Napoli. La seconda umiliazione è servita. E se sabato la partita era già stata incanalata verso i binari azzurri con due gol nel primo quarto d’ora, ieri si è assistito al pieno sfogo delle mancate motivazioni. Quelle che non hanno il Bologna come anche altre otto squadre. La sensazione è che da qui a maggio e vedremo delle belle. O meglio delle brutte. Non un grande spot per il calcio italiano..


Otto vedove - Dopo una partita così, dopo una settimana così, ti aspetteresti di vedere il Bologna nella zona rossa della classifica. Invece assolutamente no. Il Bologna è saldamente salvo con ben 27 punti. Tredici in più sullo sventurato Palermo terz’ultimo. Allora è proprio questo il motivo della sconfitta 1-7 contro il Napoli (va detto nettamente superiore) e del ko contro il Milan in nove. Che giochiamo a fare? Lo stesso discorso potrebbe essere fatto anche da altre dieci squadre. Passi per le ultime tre Pescara, Crotone e Palermo che proveranno fino all’ultimo a raccimolare punti, mettimoci dentro anche l’Empoli, che è comunque seriamente impegnata a tenere a distanza di sicurezza le irreprensibili Palermo e Crotone. Poi, da qui in su sono sette vedove. Negli anni 90 c’erano le sette sorelle. Sette bellissime in grado di contendersi lo scudetto: Juve, Milan, Inter, Lazio, Parma e Fiorentina. Squadroni. Oggi ci sono le otto vedove. Rimaste senza marito e quindi senza motivazioni. Che ne sarà dunque del campionato di Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna, Sassuolo, Genoa, Cagliari e Chievo? Le motivazioni non son tantissime. Il rischio di vedere altre settimane come quella vissuta dal Bologna e dai suoi tifosi c’è tutto…



Soluzioni - C’è chi dice che la soluzione potrebbe partire dalla riduzione del numero delle squadre partecipanti ai prossimi campionati di Serie A. Non più venti, ma diciotto. Chi addirittura propone una Serie A a sedici squadre. Questo per alzare il livello aumentando lo spettacolo per la lotta degli obiettivi, ridando gusto alla lotta slavezza. La verità è che, quantomeno al momento la Serie A resterà a venti. Fino all’anno scorso Carpi e Frosinone si sono battute fino alla fine per centrare la salvezza. Quest’anno le tre là dietro non hanno mai o quasi mai dato l’impressione di poter lottare. Per questo l’obiettivo delle altre è stato raggiunto con anticipo. Complimenti a chi si è salvato e naviga in acque tranquille. Ma figurcce come quelle del Bologna sono da evitare. Ve lo chiedono i votri tifosi. Ve lo chiede tutto il calcio italiano.

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